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Il PDL risponde

Sabino | 27 luglio 2010 | 19:10

Ad alcuni nostri precisi rilievi, l’ineffabile coordinatore del PDL Stanislao Sciannamea risponde con il consueto sarcasmo di chi ha in spregio la dialettica democratica e non ammette che la sacra persona del Sovrano possa essere villipesa dai suoi detrattori, almeno finché si spingono al di là del lecito consentito, quello che dovrebbe garantire loro un tanto di visibilità.
Effettivamente siamo andati oltre, al punto che quest’uomo assurto ormai ad una sorta di avvocato d’ufficio dell’amministrazione comunale – evidentemente non meritiamo la considerazione del pagato da noialtri Ufficio Stampa – definisce affermazioni ridicole e banali illazioni alcuni semplici ed elementari ragionamenti che ci siamo sforzati di fare in un paio di occasioni, allorquando abbiamo ritenuto che fosse giusto rimarcare che i finanziamenti giunti per ripulire la base del Ponte Romano dalla vegetazione che lo sta danneggiando, erano in realtà frutto di fondi regionali (non comunali o provinciali), e che ci è sembrato quantomeno paradossale che un’amministrazione che poco aveva creduto nel Parco dell’Ofanto, venisse addirittura premiata con un protocollo di intesa di cui nulla ancora si sa.
In merito alle opere che dovrebbero (il condizionale – visti alcuni ridicoli risultati dell’Amministrazione Ventola – è d’obbligo) ripristinare pulizia e visibilità del Ponte Romano, il prode Stanislao ci rimanda addirittura al 2006, quando qualcuno chiese l’intervento formale della Regione (sarebbe opportuno citare qualche atto) e quando poi, con grande sprezzo del ridicolo, “ha (andrebbe scritto senza l’acca, ma siamo convinti, vista l’abitudine, che è un refuso) più riprese se ne è focalizzata l’attenzione in diversi eventi estivi e negli appuntamenti “Puliamo il mondo” (ci saremmo accontentati del Ponte Romano) degli ultimi anni, ivi svolti d’intesa con LEGAMBIENTE”. Comprendiamo benissimo l’intesa con il locale circolo di Legambiente, ma ci sembra francamente fuori dalla realtà che una manifestazione folcloristica possa cambiare i destini di un’opera che necessita di importanti e costosi interventi; così come non ricordiamo che il sindaco abbia tenuto conferenze sull’argomento o che abbia insistentemente segnalato il problema nei pubblici comizi. Terremmo inoltre a precisare che per quanto riguarda gli atti amministrativi, il prode Stanislao dimentica che la delibera di giunta n. 239 del 03.06.10 è stata ratificata dal Consiglio il 17.06.10 con delibera n. 32 all’unanimità. A questo punto ci sorgono reali dubbi sulla collocazione fisica del prode Stanislao, visto che il giorno 17 giugno (quando quella delibera veniva approvata) con tutta probabilità era in tutt’altre faccende affaccendato, e poi verga di suo pugno comunicati di cui dimostra chiaramente di non avere contezza.
Ma non è l’unico caso in cui il prode Stanislao dimostra di non avere molta dimestichezza con gli atti pubblici. Nel voler rimproverarci una scarsa conoscenza delle carte, fa riferimento, nella sua avventata risposta, ad un progetto denominato “Le Porte del Parco fluviale dell’Ofanto”. Secondo lui sarebbe questo il protocollo di intesa sottoscritto dal Comune ed annunciato dall’assessore Barbanente con un comunicato il 5 luglio 2010. E’ molto strano che sia così, in quanto, guarda caso, i dati che fornisce il prode Stanislao (compreso il finanziamento di 1,8 milioni di euro) sembrano rassomigliare in maniera spiccicata ad una delibera di Giunta Regionale di quattro mesi prima: la 698 del 15.03.10 avente per oggetto “PO FESR 2007/2013 – Asse IV – Linea di intervento 4.4 azione 4.4.1 – Approvazione del Protocollo di Intesa.” Quindi il progetto a cui si riferisce il coordinatore del PDL è già stato finanziato. Non sappiamo se si tratta di un rifinanziamento, visto che l’oggetto a cui noi facciamo riferimento non è quello. Sarebbe stato ben strano, nel caso, che la Regione diffondesse a luglio un comunicato stampa di un atto prodotto a marzo, con una giunta diversa, tra l’altro. Così come avrebbe del comico che l’assessore Barbanente si profondi in encomi per una delibera presentata dall’allora assessore Losappio. E’ evidente che il prode Stanislao non ha capito di cosa stiamo parlando. Se facesse più attenzione alle argomentazioni dell’opposizione, se guardasse meglio le carte e assistesse maggiormente ai consigli comunali, forse eviterebbe a lui, al suo partito ed all’amministrazione che non è chiaro a che titolo si fregia di rappresentare, brutte figure.
E’ alquanto comico che su “questa notizia, importante com’è, fortemente voluta e perseguità (altro refuso), com’è, sicuramente non mancherà un approfondimento informativo dettagliato del nostro Sindaco, ci mancherebbe altro”. E, infatti, dobbiamo dedurre, da quanto riferisce il prode Stanislao, che da marzo il sindaco si sta attrezzando per farci sapere qualcosina di questo benedetto primo protocollo. Strano che nell’ultimo comizio di maggio nulla ha detto. Deve essersi trattato di amnesia, visto che l’imbarazzo, a quanto ci riferisce il portavoce, non fa parte dello scibile di sensazioni che Francè può provare.
Sarebbe interessante sapere, ad esempio, a che punto sono i lavori previsti con quei primi 1,8 milioni di euro, se in un articolo comparso sul “Corriere dell’Ofanto” on-line è scritto che le tre azioni di intervento dovevano svilupparsi lungo tre direzioni: materiali (piste ciclabili, viali alberati, altro) che permettano di individuare, per ogni Comune, le porte di accesso al fiume Ofanto; segnaletica di benvenuto nella regione, biogeografia del fiume Ofanto; interventi immateriali per lo start-up gestionale del Consorzio di gestione del parco regionale.
Ecco, sarebbe molto interessante se il sindaco ci segnalasse se quei danari sono stati già intascati e quali delle tre iniziative sono partite, visto che agli occhi di noi osservatori poco privilegiati, nulla sembra sia cambiato sulle sponde di quel fiume. Al momento possiamo solo dire che in fatto di finanziamenti e di variazioni di bilancio, il fiume Ofanto ha già prodotto un introito di abbondanti duemilioni di euro in pochi mesi. Chapeau.
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ofanto, risposta, stanislao sciannamea
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I protocolli d’intesa della Giunta Ventola

Sabino | 13 luglio 2010 | 18:12

Se non fosse per il fatto che anche a noi ogni tanto ci scappa di dare un occhio al sito della Regione Puglia, non l’avremmo mai saputo e la notizia ha in qualche modo del sensazionale. Secondo un comunicato stampa del 5 luglio del presidente Nichi Vendola, la Regione ha sottoscritto un protocollo d’intesa con i Comuni di Monopoli, Melendugno e Canosa di Puglia. Il tutto rientrerebbe in un programma di sostegno e valorizzazione (anche economica) delle aree protette rientranti nella rete Natura 2000. Il tutto alla modica cifra, verrà erogata dalla Regione, di 3,5 milioni di euro da ripartire tra le tre amministrazioni. Secondo un documento dell’Assessorato all’Ambiente – Settore Ecologia – aggiornato al novembre 2003, i siti di interesse comunitario rientranti nella Rete Natura 2000, afferenti le tre località, sono: Murgia dei Trulli per Monopoli, Torre dell’Orso e Palude dei Tamari per Melendugno e la Valle dell’Ofanto per Canosa.
Nulla quaestio su Monopoli e Melendugno. Stranissimo è, per certi versi, il finanziamento arrivato a Canosa e per almeno più di un ordine di motivi. Innanzitutto la totale assenza di pubblicità del fatto: non il sito ufficiale del Comune, né gli organi di stampa o internet – in cui il nostro sindaco trova sempre operatori molto compiacenti – hanno riportato la notizia (quasi un evento) e ciò a distanza già di qualche giorno dalla prima pubblicazione in Regione. Il fatto è strano in sé, sappiamo benissimo che la nostra Amministrazione è molto lieta di far conoscere ai cittadini quelle che ritiene essere buone nuove. Come mai per questa si è pensato bene di fare un’eccezione?
La seconda anomalia è legata un po’ alla storia del Parco dell’Ofanto, ovvero di quell’entità per la quale ora Francè sottoscrive un protocollo di intesa. Immagino che i canosini, almeno quelli più avveduti, la ricorderanno. Ad esempio che le prime mappe, corrispondenti al progetto originario del parco, furono contestate ferocemente dalle associazioni spontanee di agricoltori unite a quelle dei cacciatori: entrambi ritenevano che il parco avrebbe prodotto per loro solo pene e povertà.
E ricorderanno anche che Francè cavalcò subito la tigre dei mobilitati e fu tra i primi a chiederne immantinentemente la riperimetrazione. Come ricorderanno anche – gli uomini dalla lunga memoria – che in aula consiliare fu convocato un pubblico dibattito (si fa ovviamente per dire) per discutere dell’argomento, e a parte qualche aspirante suicida che tentò di spiegare alle folle osannanti di Francè che non era tutto vero quanto si sostenesse a detrimento dell’istituendo parco, la quasi totalità dei presenti era convinta oppositrice di quel progetto. Come ricorderanno anche – gli uomini che non dimenticano – che il sindaco la pensava in maniera ancora più radicale rispetto a chi si sentiva tutelato nei suoi interessi dal sindaco medesimo, ovvero quel parco, secondo Francè, non era proprio da fare: non aveva senso istituirne uno dell’Ofanto (fiume che attraversa tre regioni) senza che non vi fosse il coinvolgimento della altre due. In altre parole, meglio rimandarlo alle calende greche.
Ciononostante il parco poi si è fatto, riperimetrato – come piaceva a molti – e di fatto limitato quasi al solo greto del fiume, escludendo dal contesto quelle particelle catastali per le quali già si prevedeva altro, quell’altro molto caro a qualcuno.
Il mistero più misterioso è che ora arrivano anche importanti finanziamenti per quel parco, o per quel che ne rimane, ed i contenuti del protocollo d’intesa rimangono quantomeno ignoti, visto che non compaiono ancora su alcun sito ufficiale. Ma il nostro sindaco preferisce tacere, forse per non rendere pubblico e palese il suo imbarazzo, visto che da queste parti si è speso per ben altre battaglie. Non dimentichiamo che il Parco dell’Ofanto ora lambisce Contrada Tufarelle, ma prima di rivederne i confini, Tufarelle rientrava quasi completamente in quell’ambito, e non ci vuole molto a capire quali sarebbero state le conseguenze per certi insediamenti “produttivi” (discariche o inceneritori) se quel progetto non fosse stato modificato.
E non voglio nemmeno ricordare che altre determinazioni amministrative di sicuro non hanno regalato fama di ambientalista al Nostro. Parlo ovviamente di delibere con le quali si è retrocesso il livello di tutela previsto dalla Regione su Parco Tufarelle, o espresso, di fatto, parere positivo all’insediamento di una centrale termoelettrica (si legga inceneritore) sempre nella stessa contrada.
Come sia possibile che un’amministrazione di sinistra con il bollino blu quale quella retta dal riconfermato Nichi Vendola, coadiuvata all’Ambiente da un assessore che è stato un magistrato e che è espressione di un partito con il pedigree della questione morale, conceda a un sindaco come Ventola la gestione di fondi che dovrebbero servire a valorizzare un parco ridotto ai minimi termini, non è chiaro. Il mistero si infittisce se consideriamo alcune dichiarazioni decisamente esplosive del Presidente, rilasciate in tandem con l’assessore Angela Barbanente, nelle quali si fa riferimento ad illegalità perpetrate sulle sponde dell’Ofanto.
“Pensiamo all’Ofanto – dice il Governatore – “un luogo della vergogna, dell’indecenza e della illegalità. Noi siamo andati lì, su quel territorio, per spiegare che i processi di tutela della natura non sono necessariamente punitivi da un punto di vista economico.” Continua, “oggi la Puglia è fuori dal rischio di infrazione comunitaria per mancata perimetrazione di aree protette”.
Fa eco Barbanente: “un fiume aggredito in modo dissennato e al quale abbiamo voltato le spalle”.
Ora, se è vero che le parole hanno un senso, sarebbe opportuno che emergessero le illegalità, si denunciassero e si processassero i malfattori, il momento è molto propizio per la nuova giunta regionale, visto che l’assessore all’Ambiente è stato addirittura un magistrato. Chi meglio di lui potrebbe farlo? In quanto agli interventi sul territorio si ricorderà che proprio a Barletta, Vendola fu contestato duramente. Se dovessimo chiederci chi ha vinto quella partita, non potremmo che concludere che l’ha spuntata il partito della riperimetrazione, lo stesso dietro il quale si nascondono molti degli abusi, delle indecenze e della vergogna a cui il Governatore fa riferimento. A cosa serviranno i soldi previsti dal protocollo di intesa, non è dato saperlo di preciso. Ci sarebbe da attendersi che Vendola, per essere consequenziale alle idee testé proclamate, punti a sanare l’illegalità, ma il quesito permane: non è che dandoli al sindaco di Canosa, è come se si nominasse Dracula presidente dell’AVIS? (Se ricordo bene, la battuta è di Antonio Di Pietro).

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barbanente, Parco dell'Ofanto, protocollo d'intesa, Vendola, ventola
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La Finanziaria dei tagli

Sabino | 30 giugno 2010 | 16:51

Si comunica che sabato 03/07/2010 in Piazza Vittorio Veneto alle ore 18.30 il Partito Democratico organizza un gazebo con distribuzione di volantini per sensibilizzare i cittadini a manifestare contro i provvedimenti iniqui previsti dalla manovra economica del Governo.

Data l’importanza dell’evento si prega di non mancare alla manifestazione.

L’evento è anche un’occasione per discutere con gli elettori ed informare su quanto prevede il Governo.

Segreteria PD

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berlusconi, Finanziaria, tagli, Tremonti
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Risposta all’ass. Camero

Sabino | 22 giugno 2010 | 03:52
Facendo seguito alla risposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione e al Lavoro della sesta provincia pugliese pubblicata un po’ di giorni fa sulla G.d.M. mi preme ricordare ed evidenziare…..

(La proposta dell’assessore Camero di indicare quale dirigente “ad interim” dell’ Ufficio Provinciale Scolastico della sesta provincia, l’attuale Provveditore di Bari, al solo fine di non perdere i finanziamenti, non ci sembra la via migliore considerata l’esperienza non proprio esaltante dell’affidamento “ad interim” della responsabilità della gestione organizzativa dei Centri dell’Impiego (C.P.I.) ad un dirigente della provincia di Bari come responsabile delle politiche del lavoro.)


I Centri per l’Impiego (C.P.I.) altrove sono considerati l’elemento strategico innovativo da utilizzare come elementi di raccordo ed incontro fra domanda ed offerta di lavoro, in grado di erogare importanti servizi come la iniziale formazione-accoglienza dei giovani in attesa di prima occupazione, ma anche capaci di offrire il sostegno informativo e formativo alle imprese in difficoltà ai disoccupati, ai lavoratori disabili ma anche a volte agli enti pubblici.
Nella BAT conclusa il 31 maggio l’esperienza della gestione “ad interim” assicurata da un dirigente della provincia di Bari, dal 1 giugno saranno impossibilitati ad operare concretamente.

Dal 1 giugno se non verrà nominato stabilmente il dirigente provinciale BAT del settore Politiche del Lavoro, oltre alla confusione operativa, questa “vacatio” potrebbe procurare danni economici ai lavoratori. Infatti, senza la formale autorizzazione del dirigente di riferimento, i responsabili locali dei CPI non potranno pubblicare le nuove graduatorie dell’ex art. 16 della legge 56/87 inerente le assunzioni del personale privo di occupazione presso la pubblica amministrazione ledendo di fatto il diritto dei nuovi iscritti a partecipare a nuove selezioni.

Anche la dislocazione logistica ed operativa dei CPI nella sesta provincia prevista dalla Regione non è stata ancora recepita
Ad oggi, infatti lo sportello polifunzionale di Bisceglie fa capo ancora a Molfetta mentre doveva essere già operativo quello previsto dalla Regione che, per un migliore funzionamento territoriale avrebbe dovuto accorpare Bisceglie e Trani. Per non parlare della situazione in cui versano i tre comuni ofantini che distaccatisi dalla provincia di Foggia sembrano “sopravvivere” in attesa dei nuovi riferimenti provinciali.

L’assenza del dirigente ha contribuito anche a peggiorare l’efficienza degli CPI periferici poiché risultano ancora insufficienti sia le postazioni collegate alla ADSL che la realizzazioni delle reti LAN in grado di far colloquiare informaticamente tutte le postazioni.
La mancanza di queste dotazioni informatiche rende meno veloce l’accesso alla Banca Dati Nazionale denominata SINTESI dove i responsabili dei CPI assumono le informazioni inerenti la domanda e l’offerta di lavoro da girare agli utenti .

E poi è da ricordare che nella provincia di Bari, al contrario della BAT non sono abituati né agli interim né tanto meno “doppi incarichi”.

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assessore Camero, BAT
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Villa Comunale? Un posto da cani o un posto per i cani?

Sabino | 18 giugno 2010 | 14:12

Aiuole poco curate con tratti di cordoli di contenimento inesistenti, asfalto pericolosamente rovinato con presenza di buche e crepe e fratture, giochi privi si sicurezza e potenzialmente molto pericolosi per i bambini, scarsa illuminazione in zone definite off-limits per la presenza di gente poco raccomandabile che presidia in alcune ore del giorno traffici non proprio leciti, assenza di controlli, sono le segnalazioni che ci sono pervenute e che abbiamo constatato di persona e che rischiano di diventare stabili caratteristiche peculiari di quella che dovrebbe essere il polmone verde della nostra città.

In una città, che, al contrario dei comuni limitrofi, durante il periodo estivo non propone, in nessun quartiere nessuna iniziativa pubblica culturale e sportiva finalizzata all’intrattenimento dei ragazzi e degli anziani, la villa comunale rappresenta l’unico spazio dove si concentrano per tante ore al giorno tanti ragazzi, tanti giovani ma anche tanti bambini e tanti anziani in cerca di spazi sicuri.

Purtroppo però, la mancata manutenzione del bene pubblico, l’assenza di controlli e la contemporanea presenza di tante fasce d’età che manifestano esigenze di spazio e di attenzione diverse rischiano di trasformare la villa comunale da un posto tranquillo in un posto insicuro e potenzialmente pericoloso.

E’ facile constatare di persona di quanto sia pericoloso soltanto camminare nei viali della villa sia per la presenza di pericolose buche, sia per la presenza di profonde e lunghe fratture dell’asfalto responsabili di rovinose cadute sia per gli anziani che per i piccoli che imparano ad andare in bicicletta.

Ognuno può constatare di persona la presenza di vere e proprie zone off-limits nella parte bassa della villa dove, la scarsa illuminazione e la contemporanea presenza di gente di poco raccomandabile testimonia che anche le recenti retate non hanno eliminato il problema dei traffici illeciti.






Anche i due parco- giochi, fiore all’occhiello della Amministrazione Ventola, presentano delle criticità talmente evidenti da rendere quei giochi poco sicuri: scarsa manutenzione, assenza in alcuni casi dei sistemi di protezione e pavimento accidentato completano il quadro desolante.








La carenza di manutenzione si fa ancor più evidente quando oltre alla presenza di sporcizia (lattine, plastica e bottiglie), si aggiunge anche la carenza dei cordoli di cemento che dovrebbero delimitare i perimetri delle aiuole.
La mancanza di questi cordoli fa sì che oil terreno fuoriesca dalle aiuole ed invada i viali rendendoli ancora più sdrucciolevoli e quindi pericolosi.






Non sono necessari grandi interventi, ma solo grande attenzione!


Queste le nostre proposte:
• nella zona bassa “off-limits” sarebbe necessario posizionare su pali più alti più lampade in modo da assicurare più luminosità e scoraggiare la manomissione delle lampade.
• assicurare una corretta manutenzione continuativa dei parco giochi ponendo attenzione soprattutto ai sistemi di protezione e alla pavimentazione
• Riparare le fessure e le buche dell’asfalto
• Affidare se ad alcuni giovani il controllo e il monitoraggio di quanto avviene nella villa comunale con l’obiettivo di far intervenire in caso di necessità le forze dell’ordine.

Forse siamo ancora in tempo per salvare “la stagione estiva”, ma bisogna far presto, onde evitare che la villa rimanga solo “un posto per cani” e tutti i ragazzi siano costretti a pagare fior di quattrini per partecipare alle colonie estive organizzate da società sportive molto vicine all’amministrazione comunale fortemente interessate a mantenere lo “status quo”

Canosa, 17 giugno 2010

Giovanni Quinto

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degrado, villa comunale
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Scuola, Formazione e Lavoro: situazione drammatica nella BAT

Sabino | 10 giugno 2010 | 22:56
Ministro Gelmini
Scuola, Formazione e Lavoro sono considerati da tutti i tre pilastri sui quali poggiare gli interventi più urgenti e corposi per contrastare la crisi economica che sta attanagliando l’Italia ed il sud in particolare.

Mentre nelle altre province, convinti di ciò, le Amministrazioni Locali si organizzano e mettono in campo una serie di iniziative concrete per lenire sia gli effetti devastanti dalla Riforma Gelmini che continua a “vomitare” fuori della scuola un numero sempre crescente di “perdenti posto”, sia ad ipotizzare e ad organizzare interventi di formazione professionale propedeutici ad una ricollocazione professionale di quanti perdono i lavoro o sono in cassa integrazione, nella BAT tutto sembra essere operativamente fermo…tranne gli appelli e le polemiche dell’ultima ora.

Proprio adesso, quando la nuova provincia BAT, ad un anno dal suo insediamento politico gestionale doveva realmente dimostrare al territorio i maggiori benefici rispetto alla passata gestione della provincia di Bari, i ritardi, le beghe politiche interne alla maggioranza, le “false priorità” perseguite, stanno facendo emergere nella sua drammaticità che in un anno di attività amministrativa si è fatto poco e male.

Abbiamo appreso della giusta indignazione a mezzo stampa dell’ assessore provinciale alla Pubblica Istruzione e al Lavoro Pompeo Camero circa il mancato inserimento della provincia BAT nella ripartizione delle risorse finanziarie per le aree a rischio e l’emarginazione sociale dell’anno scolastico 2009/2010 da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, così come circa un mese fa dalle stesse colonne della GdM avevamo appreso della comparsa “dei docenti erranti” residenti nella BAT, comandati dall’Ufficio provinciale di Bari ad “accamparsi” con notevoli disagi nella intera provincia di Bari, anziché come logico nella BAT

Una domanda ed una riflessione sorgono spontanee:

Dov’era l’Assessore Camero quando il Ministro Gelmini firmava il Decreto 29 dicembre 2009 inerente l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale degli Uffici Scolastici Regionali per La Puglia?
Si dall’ora, dall’art. 3, si poteva rilevare che l’Ufficio della BAT non c’era!
Allora avrebbe dovuto indignarsi, protestare e lottare per avere l’Ufficio provinciale BAT.
Sin da dicembre avrebbe dovuto attivare tutte le iniziative politico istituzionali per evitare questa situazione di debolezza e perdere i fondi?
Oggi pur volendo la provincia di Bari,a chi dovrebbe affidare le risorse economiche, se non c’è un Ufficio nella BAT in grado di gestirle?
Anziché pensare alla sedi istituzionali, perché non si è pensato prima agli uffici?
Ma tant’è!

Se le può essere di conforto, dopo tanta delusione,all’Assessore vogliamo ricordare che noi consiglieri comunali del PD di Canosa, (Quinto e Di Fazio) al Sindaco Francesco Ventola, nonché presidente provinciale BAT, nelle fasi preliminari di ben due consigli comunali ( il 13 gennaio e il 29 aprile), già avevamo prospettato gli esiti di questo decreto.
Ma nel nostro caso, con Ventola, da sempre è “continuo abbaiare alla luna”.

Gianni Quinto

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Comizio consiglieri di opposizione

Sabino | 4 giugno 2010 | 16:47

Si comunica che sabato 5 giugno alle 20.30 si terrà in Piazza Vittorio Veneto un comizio dei consiglieri di opposizione in risposta a quello istituzionale del sindaco già celebrato il 16 maggio.

Si invitano i cittadini a partecipare numerosi.


In data 3 giugno, il portale Canosaweb.it ha diffuso una notizia riguardante il congresso provinciale e quelli di circolo del Partito Democratico nella BAT. Si tratta di un comunicato presumibilmente emesso dal Circolo di Trani ed apparso già su altri siti del territorio. Nulla di speciale. Ciò che invece lo ha reso particolarmente puntuto, è stata una postilla non firmata, quindi attribuibile al responsabile del sito (per intenderci il sig. Caputo), con la quale, contrariamente a quella che è la sua linea dichiarata (cioè quella di essere al di fuori delle beghe politiche e partitiche soprattutto), si è spinto in un’analisi impietosa circa lo stato a Canosa del Partito Democratico, come se i nostri destini non dipendessero da altri, e più coinvolti nel potere, soggetti politici. Spontaneo chiedersi se ce l’abbia con qualcuno in particolare, il sig. Caputo. Sta di fatto che di fronte a certi attacchi è saggio non far scadere la polemica nel personale, come magari qualcuno desidererebbe. Pertanto risponderò sulla base dei rilievi che Canosaweb.it fa al partito.
Innanzitutto non è assolutamente vero che il Partito Democratico a Canosa non faccia sapere niente di sé, che sia avulso dalla vita della città o che non sappia adeguatamente coinvolgere i cittadini. Ed è ancora più strano che tali accuse arrivino da chi per mestiere dovrebbe quantomeno conoscere la Rete. A dimostrarlo è proprio questo blog che puntualmente tiene aggiornati i suoi visitatori sugli incontri che avvengono nella nostra sede, discussioni comprese, e su quelle che sono le posizioni del PD sulle tematiche cittadine, e non solo, anche e soprattutto in relazione alla vita amministrativa. Non per niente, se un qualsiasi cittadino, compresi quelli che si riconoscono nella Destra, volesse avere informazioni in merito a ciò che si discute in consiglio comunale, difficilmente farebbe riferimento a Canosaweb.it (che notoriamente vive non di produzione propria, ma di quello che gentilmente gli viene elargito), mentre troverebbe su questo sito molti più commenti, impressioni e fatti raccontati di prima mano.
Non è vero che il Circolo di Canosa tenga un rapporto defilato rispetto al dibattito in corso nella BAT. Non dimentichiamo che a Canosa il congresso si è tenuto a gennaio, dopo le primarie che hanno eletto i segretari regionali e nazionale. Il resto della BAT è decisamente in ritardo rispetto a noi, visto che i loro quadri dirigenti li rinnoveranno solo fra qualche settimana.
Vogliamo ricordare inoltre al sig. Caputo che la nuova dirigenza del Partito Democratico ha già convocato due volte l’assemblea degli iscritti in forma ufficiale (e questo è avvenuto nonostante i periodi elettoralmente caldi) e che motu proprio ha esteso (in un’occasione, ma se l’organizzazione dei consigli comunali ce lo permetterà, lo faremo ancora) i preconsigli anche a forze politiche non rappresentate in consiglio comunale.
Di certo, se i ghost-writer di Canosaweb.it uscissero un tantino di più dall’universo dove solitamente albergano, e frequentassero maggiormente la vita di fuori prendendo parte a manifestazioni che non siano solo di mera rappresentanza (quelle generalmente preferite dal sig. Caputo), forse oggi si mostrerebbero un tantino meno ingenerosi verso un partito di opposizione che spesso a Canosa sostiene battaglie anche più grandi delle proprie possibilità. E in un qualche modo, forse, ne sarebbero un tantino contagiati.
No sig. Caputo, non ci siamo ritirati sull’Aventino. Noi agiamo pubblicamente e gli articoli di stampa, compresi gli attacchi che forze politiche forse a lei più congeniali ci riservano, lo dimostrano, malgrado la sua preconcetta avversione.

La Presidenza

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comizio istituzionale, consiglieri di opposizione
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Comunicato della Segreteria del 04.06.10

Sabino | 4 giugno 2010 | 11:29
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In relazione alle dichiarazioni del coordinatore del PDL Stanislao Sciannamea, la Segreteria del Partito Democratico tiene a precisare quanto segue.
Le critiche espresse nel precedente articolo comparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno” di giovedì 27 maggio verso l’Amministrazione Ventola, avevano carattere puramente politico e tendevano proprio a dimostrare (come già fatto nelle sedi opportune dai nostri consiglieri comunali) lo iato, percepibile perfino dal PDL, tra quanto l’Amministrazione registra nei bilanci previsionali, e quanto poi realizza in concreto a consuntivo. E’ da notare che questo concetto non è stato minimamente contestato dal coordinatore del PDL, che, anzi, lo ha rafforzato proprio contrapponendo come argomento il fatto che nel bilancio del 2010 sono stati stanziati 595 mila euro. Ciò che temiamo è che, appunto, quei soldi non vengano poi spesi tutti, ma solo in quantità percentualmente irrisorie.
Rileviamo, altresì, che dalle parti del PDL si ha una concezione un tantino strana della politica e dei rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. Non è la prima volta (ma in questo il sindaco è indubbiamente un precursore) che si rimproverano le opposizioni per scarsa partecipazione alla politica della maggioranza, la quale si spinge perfino a lamentare la mancanza di qualche buona idea da suggerire come se il Consiglio comunale fosse una sorta di consiglio d’amministrazione.
Ci teniamo a ribadire che i provvedimenti che le amministrazioni prendono sono il prodotto di una concezione politica di destra assolutamente antitetico rispetto alla nostra, pertanto non vediamo quale buona idea possiamo suggerire all’Amministrazione tale che venga presa in considerazione. Come stramba è l’idea che il coordinatore ha degli eventuali approfondimenti ai quali la maggioranza sarebbe disposta a dare seguito. Ricordiamo, a tal proposito, che l’organo per eccellenza deputato a tale tipo di discussione, è il consiglio comunale, dove
solitamente la prassi vigente, proprio per iniziativa della maggioranza, non è quella del confronto politico, piuttosto quella della votazione immantinente per alzata di mano su ogni singolo punto, e dove il numero dei consiglieri di maggioranza iscritti a parlare è solitamente molto debole rispetto alla loro popolazione in consiglio.
Se a questo aggiungiamo che nella stragrande maggioranza dei casi gli argomenti oggetto dei consigli vengono annunciati pochissimi giorni prima, non consentendo ai consiglieri di opposizione di compiere un’adeguata analisi (per quelli di maggioranza sappiamo già che va
tutto bene a prescindere), riteniamo francamente lunari, o quantomeno pretestuose, le argomentazioni del coordinatore. Si consideri, tra l’altro, che non ha alcun senso politico dibattere ex-post questioni già chiuse e decise in consiglio comunale, come sembra invece suggerire il coordinatore del PDL. A noi interessano le discussioni fattive, non le elucubrazioni sul sesso degli angeli.

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controreplica, coordinatore PDL, dichiarazioni segreteria
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Dichiarazioni della Segreteria sul Consiglio comunale del 24 maggio

Sabino | 1 giugno 2010 | 15:37
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Il Consiglio comunale del 24 maggio è definibile come la più plastica rappresentazione, ed insieme l’essenza, di ciò che è la Destra di questi tempi. La Segreteria del PD di Canosa esprime forti riserve sul modo di amministrare di questa giunta e rileva che quanto discusso in consiglio è un po’ la cartina di tornasole delle politiche sventurate del sindaco Ventola.
In ordine al rendiconto contabile del 2009, osserviamo due fenomeni preoccupanti che ormai stanno acquisendo valenza storica: il gonfiarsi a dismisura dei bilanci previsionali con cifre che non verranno mai impegnate, il ridursi progressivo della spesa per prestazioni sociali, ovvero servizi che l’Ente dovrebbe (l’uso del condizionale non è casuale) erogare verso i ceti più deboli della popolazione. In parole povere, il giovin signore da un lato presenta progetti faraonici che promette eternamente di realizzare – e per rendere più credibile la cosa li fa riportare pure in previsione – dall’altro conclude un poco prossimo al niente. Se si osserva infatti la tabella delle spese in conto capitale, si scopre che dal 2005 al 2009 (tutti anni di sua amministrazione) il rapporto tra le somme effettivamente impegnate e quelle programmate, è andato scemando da circa un 31% del primo, fino al 12% dell’ultimo. E’ stato come se il sindaco si comportasse come il vecchio avaro della poesia di Trilussa che guardava i suoi soldi nello specchio e poi li rimetteva tutti nel cassetto, destinando a beneficienza solo quelli riflessi. Non va meglio alla spesa corrente relativa al “Settore sociale” che come percentuale di ultimazione sta al 49,22% (meno della metà) e nella graduatoria dei 12 programmi elencati si ritrova negletto al terzultimo posto.
Non dimentichiamo che stiamo attraversando un pesantissimo periodo di crisi, normalmente sentito quasi esclusivamente dai più poveri, e che l’impegno dello Stato a favore di chi non ce la fa rappresenta una misura anticiclica. Ma questo, dal sindaco Ventola, da tutta la rifondata da circa un anno giunta, e dalla claque che lo sostiene, non viene avvertito come una priorità.
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Comunicazione istituzionale del 16 maggio – dichiarazioni della Segreteria

Sabino | 1 giugno 2010 | 14:22
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Nel merito di quanto il sindaco ha dichiarato nella sua interminabile quanto ampollosa prolusione, ci preme sottolineare l’inesattezza di alcune cifre da lui riferite, completamente avulse dalla realtà delle cose ed inserite di bella posta nel suo discorso al solo scopo di rendere più lineari, sul piano logico, alcune sue surreali asserzioni.
Sostiene, costui (ma ci troviamo di fronte d un caso piuttosto innovativo di terrorismo contabile) che se a Canosa mancassero i proventi derivati dalle discariche di rifiuti speciali gestite in larga parte dalla Bleu, il cittadino comune pagherebbe una TARSU molto più alta. A parte che non siamo ancora a quel grado di infelicità tale da essere costretti a venderci un rene per tenere su il nostro già misero tenore di vita, ma sono i dati che smentiscono quanto il sindaco sostiene forse in preda a crisi da obnubilamento oratorio: lo smaltimento dei rifiuti urbani si ripaga già ora al 98% con i proventi della TARSU, sono dati del bilancio consuntivo del 2009, numeri che il sindaco conosce molto bene. Inoltre, le citazioni delle discariche di Andria e Trani sono alquanto inesatte nel merito, se è sua intenzione dimostrare che quelle di Contrada Tufarelle sono benefiche per le finanze comunali. Infatti ci troviamo di fronte a due ordini di problemi: il primo è che ad Andria e Trani non si scaricano rifiuti speciali, ma urbani, quindi funzionali alla chiusura del ciclo di raccolta; le royalty pagate dalla Bleu costituiscono il 7,5% delle entrate comunali, una quota quasi marginale a cui il nostro sindaco non sa rinunciare.
Ai limiti dell’incredibile è quanto dichiara riguardo all’abusivismo commerciale, piaga a cui non si riesce a dare soluzione semplicemente per la mancata volontà di farlo. In consiglio comunale ha fatto intendere che il fenomeno sia di fatto irrisolvibile, visto che a suo dire, la popolazione non solo lo tollera benissimo, ma addirittura lo incoraggia. In Piazza Vittorio Veneto ripete in qualche modo il concetto, con l’aggiunta dell’ennesimo coniglio estratto dal cilindro: una zona ad hoc dove confinare tutti gli ambulanti riottosi all’osservanza delle normali disposizioni. Rimane da capire come riuscirà a far rispettare quest’ennesima prescrizione, visto che, per sua stessa ammissione, quelli menano avendo il popolo che li sostiene.
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Per non dimenticare

Sabino | 22 maggio 2010 | 16:46

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Arrampicarsi sugli specchi

Sabino | 20 maggio 2010 | 13:41



Comizio del sindaco del 16 maggio. Il Rieletto tenta di recuperare il rapporto con la piazza, ma appare in difficoltà ed a corto di argomenti su temi già cavalli di battaglia delle sue campagne elettorali. La crisi di consensi, già abbastanza evidente dopo le ultime performance elettorali, sta minando profondamente la sua credibilità.



Se qualcuno non avesse ancora ben chiaro (pochi, credo) cosa si intende per arrampicarsi sugli specchi, domenica 16 maggio ne ha avuto una plastica rappresentazione. Sono le 20,30, e per quell’ora è annunciato il comizio del nostro sindaco, Francesco Ventola, per gli amici solo Francè. Ritardo forse tattico, causato magari anche dagli impegni domenicali del Primo Cittadino, ivi compresi i festeggiamenti per la vittoria del diciottesimo scudetto della squadra del cuore: l’Inter.
Dovrebbe trattarsi di una forma di comunicazione istituzionale (i comizi fuori dalle campagne elettorali si chiamano così), ed infatti, a corroborare questo nuovo lemma vi è tutta una schiera di assessori, con annesso presidente del consiglio comunale, saliti sul palco a testimoniare che Francesco c’è.
Può sembrare una tautologia, ma quel comizio ha uno scopo ben preciso: recuperare il rapporto con gli elettori (è la tesi del sindaco); rispondere agli articoli comparsi sui giornali in cui si è riferito quello che il sindaco maldestramente aveva lasciato intendere, ovvero la caduta di un sogno, lo svanire di un miraggio: il S. Giorgio Village forse non si farà più (secondo i detrattori).
Ovviamente Francè non è tipo da comizi monotematici, la prende da lontano, spazia tra sogni e promesse baluginanti (le grandi opere pubbliche, la scuola media sulla Zona 167), ma è costretto a fare i conti anche con quelle propagandate, e poi improvvisamente arenate da qualche parte, che come lemuri tornano a disturbare la sua tranquillità. E’ un elenco infinito che Francè snocciola con la dovizia del ragioniere: Contrada Colavecchia che dovrebbe trasformarsi in zona industriale e che invece langue; la zona artigianale di Costantinopoli che è ancora nei sogni di qualcuno; i nuovi piani di lottizzazione che stentano a partire; il famigerato S. Giorgio Village: questo mega-progetto che ormai gli toglie il sonno. Ovviamente l’Amministrazione ha fatto la sua parte. Se il tutto non si realizza è per colpa degli imprenditori privati rimasti al verde, delle infelici congiunzioni astrali, della crisi greca, del destino cinico e baro.
Ma al suo supplemento di sogni Francè non rinuncia, per uno svanito ce ne sono mille altri disposti a subentrare. E vai con il rifacimento delle condotte idriche nel centro città, quelle che ci faranno stare a posto per altri cinquant’anni; vai con la fogna bianca in Zona 167 che è costata la vita anche a un operaio; vai con il piano di recupero della Zona Castello che consentirà di ristrutturare vecchie case e di affittarle a giovani coppie (ammesso che se ne trovino di ben disposte); vai con gli aiuti ai meno abbienti. Preso da cotanto fragore di cifre snocciolate come fuochi di artificio la notte di San Sabino a cui ben si sarebbe arriso un olè ad ogni evocazione, Francè dimentica di dire che tutti quei soldi non sono suoi, o meglio, del bilancio del Comune, bensì di progetti sovvenzionati direttamente dalla Regione Puglia o di lavori pagati ed eseguiti dall’Acquedotto Pugliese, che, come si sa, è un ente non comunale. A volte confonde il suo ruolo di sindaco con quello di presidente della provincia, attribuendo, al primo, competenze che sono del secondo, come nel caso della ristrutturazione della Scuola Media Bovio (gioiellino la chiama lui). Lo sanno anche i sassi che l’edilizia scolastica è curata dalla Provincia.
Francè ha anche imparato un’arte, dal ministro Tremonti, sulla quale inizia ad esercitarsi con l’acume dell’apprendista stregone: inventarsi nemici o problemi per poi sconfiggerli o dire di averli risolti. Nessun partito politico, probabilmente, si è mai lamentato della polvere in strade dove ci sono lavori in corso; così come non è chiaro chi abbia chiesto la corresponsione a carico del Comune del buono pasto per gli insegnanti. Ma Francè attacca e mostra tutte le sue buone ragioni su un problema che forse mai nessuno ha sollevato, salvo poi riscoprire il suo buonismo di maniera quando invita gli anziani a sopportare i giovani che il sabato sera tirano tardi. Lo fa per evitare le stragi da sballo, e, visto che si trova, non si lascia scappare l’occasione per un grande annuncio: forse il Teatro D’Ambra, dopo un’odissea durata un mandato e mezzo, finalmente aprirà i battenti: altro gioiellino (parole del sindaco).

Ma l’ottimismo inguaribile di Francè subisce qualche incrinatura quando l’incubo ricorrente del San Giorgio Village torna a tormentarlo. Non ha gradito gli attacchi del Partito Democratico che si è spinto a crocifiggerlo in piazza con un tazebao, rasentando il reato di lesa maestà. Lui è convinto di essere il miglior sindaco della storia, e a passare per ciarlatano, incantatore di serpenti, venditore di sogni impossibili, non ci sta. E’ disposto perfino ad arrampicarsi sugli specchi per dimostrare che Francè è l’uomo del fare, l’uomo che mantiene le promesse e che i lavori li consegna in tempo così come Mussolini faceva viaggiare i treni in orario. Col San Giorgio Village, invece, proprio non è cosa. Doveva già essere pronto da un pezzo. Lui nel frattempo ci ha pascolato per almeno due campagne elettorali mostrando sempre lo stesso DVD. Il Nostro si preoccupa di aggiungere che è stato consegnato perfino il progetto esecutivo, faldoni su faldoni che gli hanno riempito la stanza. Ma di quei bricconi che dovrebbero realizzare il parco non se ne sa più nulla, nonostante dichiari che non passa giorno o notte che non tempesti qualcuno di loro di telefonate. Non ne vogliono sapere, e Francè minaccia di passare dalle parole ai fatti. Declama che il San Giorgio Village si farà, ad una condizione però, che si abbia la totale disponibilità di tutti i terreni ricadenti nell’area. Una dichiarazione molto strana e ciò per almeno un paio di motivi. In passato la questione non l’aveva mai posta. L’ipotesi che qualcuno dei contadini resistesse a vendere il suo campo alla GESCOS, non era nemmeno tra le opzioni degne della benchè minima considerazione. Oggi stranamente evoca questo fantasma, ma il Nostro dovrebbe ben sapere, ad esempio, che non sono gli agricoltori ad opporsi al parco, è già da più di un anno che hanno firmato uno strano preliminare di vendita in cui non è prevista alcuna penale nel caso di recesso della parte acquirente. E, stando ad alcune voci ben informate, già nel marzo scorso i contratti avrebbero dovuto essere perfezionati, ma ciò non è accaduto. Ne conosce il sindaco i motivi? Sicuramente sì, ma ci tiene a non divulgarli. Sempre i soliti ben informati riferiscono invece che il professionista che sta curando la pratica non dispone dei fondi per completare il rogito, ovvero non hanno i soldi per acquistare il suolo. Dove troveranno i 300 milioni di euro per la realizzazione di tutto il progetto? Francè glissa e medita la exit-strategy, lancia l’ultimatum alla GESCOS e fa sapere che se entro una data ancora da definirsi, non avranno tutte le carte in regola per iniziare i lavori, lui, Francè, apporterà una nuova variante al PRG e tornerà a far diventare zona agricola quella che di incanto era stata trasformata in zona edificabile.
Il parco tematico, il Nostro l’aveva promesso nel 2007 e poi ancora nel 2009 e per rendere più realistica la cosa, nel 2009 ha perfino variato l’ICI, innalzandola, sui terreni agricoli della contrada, divenuti di colpo aree edificabili. Ovviamente a nulla sono valse le rimostranze dei proprietari che minacciavano di presentare progetti edilizi, rifiutati a priori dal Comune che come motivazione adduceva la mancata urbanizzazione della zona. Tutti ad aspettare il San Giorgio Village come i due vagabondi della commedia di Beckett in attesa perenne di Godot. Si sta giocando la sua credibilità, Francè? Di sicuro crescono le torme dei detrattori che si fanno largo anche tra la sue file. La sua difesa di domenica 16 ha avuto qualcosa di patetico, anche i toni della sua voce sono apparsi melliflui, arrendevoli; sembrava uno di quei sindaci democristiani del secolo scorso che già disarcionati, erano ancora convinti di avere i piedi in entrambe le staffe. Una storia davvero commovente. Quanto durerà ancora?
Sta di fatto che proprio quell’atteggiamento più cauto gli ha fatto recuperare un tantino di buon senso, specie quando realisticamente ha esposto le sue posizioni ai contadini presenti in piazzetta, non senza far mancare qualcuno dei suoi leggendari numeri. All’OP (organizzazione dei produttori) ci crede veramente ed il rievocarla, anche se non so con quanta convinzione, gli serve soprattutto per mettere le mani avanti fra qualche mese, quando riprenderanno gli scioperi e le proteste (quest’anno prevedibilmente più forti che nel precedente). Francè lo ha cantato chiaro: non si va da nessuna parte se non innoviamo, e possiamo stare qui a chiedere tutti gli aiuti e le agevolazioni dal Governo, ma non ne caveremo un ragno dal buco. Finalmente qualche parola seria e qualche schema non demagogico. Chapeau. Ma non era stato lui a vantarsi dei risultati ottenuti l’ultima volta, proprio dopo le promesse mirabolanti dell’allora ministro Zaia, fresco di quote latte ed ora governatore del Veneto? L’assessore dei contadini, Pinnelli, assiste come una sfinge.
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